Tendinite è il termine colloquiale per riferirsi alle patologie che colpiscono i tendini. Nella terminologia scientifica non si utilizza più questo termine in quanto non riflette i cambi istologici che si producono nel tendine. Se si ha un problema i cui sintomi corrispondono a quelli di una lesione tendinea, è importante prendere appuntamento con un fisioterapista.
Il fisioterapista dispone di un vasto arsenale di trattamenti per tendinopatie. In questo articolo riportiamo solo alcuni aspetti relazionati con le patologie che possono colpire i tendini, ma non deve in nessun caso considerarsi un sostituto del responso diagnostico e della terapia prescritta da un professionista sanitario qualificato.

Quali sono principali sintomi delle lesioni ai tendini?

Una delle principali caratteristiche della lesione ai tendini, comunemente chiamata tendinite è il dolore, che può essere molto forte ed invalidante o sordo e maggiormente legato al movimento. Il fatto di provare un tipo di dolore o l’altro dipenderanno dallo stato evolutivo della lesione ed in entrambi i casi si vedrà influenzata la gestione del carico alla quale viene sottoposta la struttura. Si tratta di un dolore al tatto, che aumenta con il movimento e può essere accompagnato o no da rigidità o impotenza funzionale. Si tratta di un dolore locale; solitamente, infatti, il dolore al tendine non si irradia nelle zone vicine; qualora ciò avvenisse, sarà necessario realizzare nuovamente una diagnosi.

Il riposo assoluto di solito è controindicato: il carico deve essere reintrodotto gradualmente a seconda dei sintomi presenti. Infatti, l’esercizio correttamente indicato è una parte imprescindibile del trattamento. La lesione tendinea non si caratterizza solo per il dolore, ma in alcuni casi prevede anche un’alterazione della funzione muscolare e una perdita del controllo motore.

Qual è l’incidenza della lesione tendinea?

Negli ultimi decenni è stato registrato un incremento delle tendinopatie a causa dell’aumento del carico al quale sottoponiamo la struttura: sia a livello sportivo professionale, amatoriale o lavorativo. Inoltre, la vita sedentaria (mancanza di carico) e alcune malattie sistemiche associate ad una vita poco attiva sono fattori di rischio per l’apparizione di una lesione tendinea.

Tra le tendinopatie più frequenti possiamo trovare quelle che colpiscono:

  • Tendine della cuffia dei rotatori: sovraspinoso
  • Tendine dell’epicondilo
  • Tendine rotuleo
  • Tendine d’Achille
  • Tendinopatia degli ischiocrurali
  • Pubalgia o tendinopatia inserzionale degli adduttori della coscia

Quasi tutte le strutture tendinee possono essere soggette a quella che viene comunemente chiamata tendinite, dipendendo dai fattori di rischio individuali di ogni paziente. Parte indispensabile del trattamento è la modulazione del carico e l’esercizio terapeutico assistito da un professionista sanitario.

Trattamento della lesione tendinea

In caso di tendinopatia, il suo terapeuta può optare per l’applicazione di elettrolisi percutanea EPTE® come parte del trattamento, favorendo così il processo fisiologico di recupero del tendine stesso, sempre in un’ottica di approccio globale alla lesione guidato da un corretto ragionamento clinico.tendinite-tendinopatia-trattamento-epte

Uno degli elementi importanti da considerare in caso di lesione tendinea è la modulazione del carico e l’esercizio terapeutico che, insieme ad altri strumenti a disposizione del fisioterapista o del medico, aiuteranno a trattare i diversi stati evolutivi della lesione.

Una delle opzioni all’interno dell’arsenale terapeutico è il trattamento mini-invasivo, come l’elettrolisi percutanea terapeutica. Si tratta di una tecnica che permette focalizzare il trattamento ed è stata dimostrata la sua efficacia sulle tendinopatie. È molto importante la prevenzione e l’abitudine di realizzare un riscaldamento per la zona lesionata prima dell’esercizio o attività, rispettare i tempi necessari per il recupero dopo lo sforzo (alternare con riposo, recupero…), una buona igiene posturale ed un corretto allenamento.

Perché il termine tendinite non è corretto?

“Tendinite” è un termine che non corrisponde con l’eziologia della lesione tendinea. Sarebbe più adeguato riferirsi a tale patologia del tendine come “tendinopatia” che ingloba diversi processi patologici in funzione dello stato evolutivo della stessa. Infatti, etimologicamente, la parola “tendinite” possiede il suffisso “-itis” che significa “infiammazione”. La soluzione per questo tipo di problema sarebbe il riposo ed il trattamento farmacologico con anti-infiammatori.

L’uso del termine tendinite risulta quindi poco corretto nel caso di lesioni tendindee, dal momento che sia il riposo assoluto che il consumo continuato di analgesici avrebbero un ripercussione negativa sul recupero della lesione. Il carattere infiammatorio della lesione tendinea esiste nelle prime fasi della lesione stessa, ma di solito è asintomatico e in una relazione non del tutto chiara con il perdurare della patologia.

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