Alberto Carlos Muñoz Fernández è il professore titolare dei corsi EPTE® elettrolisi percutanea terapeutica in Italia e fisioterapista in Spagna. Da oltre 7 anni, Alberto Muñoz, utilizza questa innovativa tecnica, l’elettrolisi percutanea e pertanto possiede un’estesa esperienza clinica nell’applicazione dell’elettrolisi percutanea e di applicazioni invasive.

Alberto Muñoz è stato il professore EPTE® di 10 edizioni del corso ufficiale in Spagna, Portogallo e Italia, in spagnolo ed italiano. Forma parte del gruppo di Ricerca di EPTE® ed inoltre è professore in vari corsi di Dry Needling in Italia.

Tra il 2006 ed il 2009 Alberto Muñoz lavorò a Genova come fisioterapista. Per anni si dedicò alla fisioterapia nel settore sportivo professionale: per 5 anni fu fisioterapista della Federazione di Taekwondo di Madrid, 2 anni nell’associazione professionale di tennis (ATP). Attualmente lavora nella sua clinica in Spagna, impegno che combina con quello come professore nel corso universitario di fisioterapia e in vari master presso l’Università Europea di Madrid. Ciò gli permette condividere la sua esperienza come fisioterapista e il continuo aggiornamento di conoscenze con i numerosi alunni che passano per le sue lezioni e corsi.

Corso EPTE elettrolisi percutanea. Professor Alberto Muñoz

Alberto Muñoz, lei è stato professore in differenti edizione del corso EPTE® in Spagna, in Portogallo ed in Italia. Qual è la struttura del corso?

  • Il corso comincia con una parte introduttiva della durata di 5 ore nella quale si fa un ripasso ed un aggiornamento di quanto si conosce fino ad oggi sulle tendinopatie, tutto ciò attraverso l’esposizione delle più recenti pubblicazioni scientifiche di alta qualità. Diamo inoltre una particolare importanza alla parte del ragionamento clinico poiché vogliamo che risultino chiari i concetti che permettono di trattare con l’elettrolisi solo quelle patologie per cui sappiamo essere indicata e dove si potrà notare un miglioramento.
    Dopo la parte teorica, si comincia con la parte pratica nella quale io stesso do prima una dimostrazione dell’applicazione della tecnica ed in seguito ogni alunno può praticare le differenti applicazioni con un dispositivo EPTE®
    , un ecografo e la supervisione costante del docente. Le strutture che vengono trattate in questo corso sono il tendine rotuleo, il tendine d’Achille, la fascia plantare, il tendine del sovraspinoso, l’epicondilo e le inserzioni degli adduttori del pube.

In particolare, qual è la sua esperienza con il trattamento di elettrolisi percutanea a livello clinico?

  • La mia esperienza è sempre stata molto positiva. Chiunque lavori in questo settore sa quanto possono allungarsi nel tempo i trattamenti delle tendinopatie. Senza dubbio, l’uso dell’elettrolisi ci permette di accorciare in modo sostanziale questi tempi, cosa alquanto interessante soprattutto nel mondo dello sport. Quando iniziai ad utilizzare l’elettrolisi (circa 7 anni fa) tendevo a trattare qualsiasi tendine che mostrasse i sintomi di una tendinopatia ed in alcuni casi i pazienti non miglioravano come speravo. Fortunatamente, al giorno d’oggi abbiamo maggiori nozioni sulle tendinopatie che ci permettono di aumentare il nostro tasso di successo perché sappiamo che in certi tipi di paziente non è indicato l’uso dell’elettrolisi. Un concetto che tentiamo di introdurre nel corso è il fatto che l’elettrolisi non è un’arma miracolosa che serve per trattare qualsiasi cosa: l’evidenza scientifica attuale ne giustifica l’uso solo in un certo tipo di patologie.

Prima di lavorare in Spagna, esercitò come fisioterapista in Italia. Com’è stata l’esperienza?

  • Alberto Muñoz: Fu decisamente positiva, conobbi gente davvero interessante che mi ha fornito tanto a livello professionale. In Italia ho dato i miei primi passi seri come fisioterapista, prima di tornare in Spagna. Considero l’Italia come la mia seconda casa: oltre a visitare di frequente per questioni di lavoro come docente, mia moglie è italiana e mio figlio italo-spagnolo. Posso dire che ho visto e imparato quali sono gli aspetti positivi e negativi di entrambi i profili professionali, il fisioterapista spagnolo e quello italiano, profondamente distinti secondo la mia opinione.

In Spagna sono centinaia le cliniche che utilizzano l’elettrolisi percutanea terapeutica per il trattamento delle tendinopatie. Quali dispositivi si utlizzano nei corsi di formazione EPTE®?

  • I dispositivi EPTE® sono attualmente gli unici che compiono tutti i requisiti di sicurezza sanitaria indicati dagli organismi europei e possiede il Marchio CE per Dispositivi Medici trattandosi di un dispositivo che applica correnti elettriche attraverso un ago che viene introdotto nell’organismo. Tale questione è importante dal momento che qualsiasi dispositivo per l’elettrolisi che non disponga del CE Medicale non risulta a norma di legge. Oltre alla fabbricazione dei dispositivi, EPTE® dispone di un team di docenti e di un team di ricercatori che collaborano continuamente, cosa che aiuta a fare in modo che non si smetta mai di imparare riguardo l’uso della tecnica e che questa sensazione venga trasmessa in modo diretto agli alunni dei corsi. Al momento si stanno portando a termine ricerche molto interessanti i cui risultati verranno presto resi pubblici. Gli alunni dei nostri corsi saranno ovviamente i primi a venirne a conoscenza.

Com’è stata l’accoglienza della tecnica EPTE® da parte dei primi alunni del corso EPTE® in Italia, tenutosi a Cesena, di cui lei, Alberto Muñoz, è stato docente?

  • Alberto Muñoz: Davvero buona. Hanno partecipato medici e fisioterapisti, cosa che risulta sempre interessante. Si tratta di un approccio clinico completamente nuovo in Italia, per cui la partecipazione al corso ha aperto nuovi percorsi terapeutici agli allievi partecipanti, che possono utilizzarli per migliorare il proprio arsenale terapeutico. Un aspetto che è stato sottolineato dai partecipanti è stato il fatto che si potenzia il lavoro multidisciplinare tra fisioterapista e medico come con nessun altro approccio clinico. Molti dei partecipanti hanno espresso i propri dubbi riguardo cosa fosse di loro competenza, se potessero o meno realizzare la tecnica in Italia. Chiariamo, l’uso di tecniche invasive nelle quali non si introduce nessun tipo di sostanza medicamentosa (dry needling, elettrolisi percutanea…) è riconosciuto come di competenza del fisioterapista in praticamente tutti i Paesi nel mondo moderno. Attualmente in Italia esiste un vuoto legale in questo senso. Di fronte a questa situazione ed al sempre maggiore interesse che stanno dimostrando medici e fisioterapisti nella pratica di questo tipo di tecniche, il Ministero della Salute ha realizzato un comunicato ufficiale attraverso il “Consiglio Superiore di Sanità Sessione XLIX” nella quali si dimostrava favorevole all’uso di questo tipo di tecniche da parte del fisioterapista anche se non in modo autonomo. Ciò significa che il fisioterapista può utilizzare la tecnica, ma in strutture dove sia presente un medico-chirurgo.

Per citare letteralmente:

“ESPRIME PARERE:

b) FAVOREVOLE all’esecuzione della pratica da parte del fisioterapista, condizionata all’indicazione medica ed all’esecuzione in struttura ove sia presente un medico chirurgo abilitato all’esecuzione della professione”

AUSPICA che nella formazione dei fisioterapisti, così come avviene per altre figure professionali, vengano inclusi corsi di preparazione/specializzazione per l’utilizzo di dispositivi medici e di presidi medici invasivi, ivi compreso la preparazione per riconoscere eventuali complicanze determinate dal loro uso”.

Consiglio Superiore di Sanità, Sessione XLIX del 10 Dicembre 2013

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