La fisioterapia può aiutare le persone anziane a vivere meglio e ad “aggiungere vita agli anni”.
E proprio #addyearstolife è lo slogan che la World Confederation for Physical Therapy ha scelto quest’anno per la Giornata Mondiale della Fisioterapia, celebrata l’8 settembre appena passato. In questa occasione, l’attenzione viene focalizzata sulle persone con più di 70 anni.

La popolazione mondiale invecchia. D’accordo con la World Confederation for Physical Therapy (WCPT) nel 2050 ci saranno oltre 9 miliardi di persone; di questo totale, oltre 2 miliardi avranno oltre 60 anni e 400 milioni ne avranno più di 80. Con l’aiuto della Fisioterapia, oltre a prevenire e trattare malattie, queste persone si assicureranno una maggiore mobilità e dunque una migliore qualità di vita.

Senza dubbio, un terzo delle persone oltre i 70 anni non rispettano le raccomandazioni sull’attività fisica, secondo la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Molti pazienti non seguono le raccomandazioni del terapista. Questo complica il trattamento proposto dal fisioterapista. Il ruolo attivo del paziente insieme alla sua partecipazione è la chiave per ottenere i migliori risultati.

Cosa può fare la Fisioterapia per me?

La Fisioterapia insiste sull’importanza dell’essere più attivi, specialmente per quelle persone con problemi che derivano dall’età o dalle malattie. Le persone che vanno dal fisioterapista e che fanno esercizio riducono fino ad un 32% il rischio di cadute (1 persona anziana ogni 3 cade almeno 1 volta all’anno). L’esercizio fisico terapeutico, inoltre, riduce il rischio di essere colpiti da un ictus (15% nelle persone attive).

Un caso di demenza senile su 5 può trovare spiegazione nella scarsa o inesistente attività fisica. Inoltre, secondo la WCPT, 10 milioni di casi si potrebbero addirittura evitare grazie all’esercizio pianificato da un fisioterapista. Riassumendo, una persona anziana che “si muove” ha una qualità di vita superiore, è più funzionale e di conseguenza migliora la propria salute.

Una storia di superamento

Fisioterapia anziani

Yvette realizza esercizi terapeutici giornalmente

Yvette Gillot ha 70 anni. Vive in Spagna da più di venti anni (nacque in Francia). 15 anni fa ebbe un incidente domestico, con conseguenze piuttosto gravi. “Caddi da un scala mentre sistemava delle tende. Mi resi conto di essermi fatta male nella parte lombare. Dopo anni mi resi conto che trascinavo la gamba destra quando camminavo”. Fu solo allora che iniziò a cercare una soluzione al problema.

Yvette visitò un traumatologo e successivamente un neuro-chirurgo che trovò un problema dovuto ad un colpo tra la vertebre L5 e S1. Prese la decisione di operarsi, ma non notò miglioramenti. Allora si recò da un fisioterapista che le individuò un’importante perdita di massa muscolare. Di fronte a questa situazione, programmò un piano di due giorni per settimana con un lavoro di rinforzo. Ottenne ottimi risultati: “Ho recuperato parte della mobilità, soprattutto nella caviglia che era molto debole”.

“Mi sento motivata, posso muovermi da sola e condurre una vita attiva. Faccio nuoto, mi alleno da 2 a 3 ore la settimana..vado a piedi all’allenamento, camminando più di 6 chilometri tra andare e tornare”. Yvette ha sempre praticato esercizio nella sua vita (escursioni, nuoto, golf..) ma adesso si allena per rinforzare la gamba e recuperare massa muscolare.

Oltre alle sedute di Fisioterapia, adesso fa gli esercizi che gli ha indicato il fisioterapista specialista in allenamento muscolare. La sua muscolatura è più forte, cosa che ha determinato anche una migliore stabilità (prima cadeva tutti i giorni).

“Faccio anche esercizi che un anno fa non avrei potuto fare, come squat”.
Uno dei punti fondamentali, secondo il fisioterapista è stata la possibilità di poter lavorare e migliorare abbastanza la forza concentrica e soprattutto la eccentrica per riequilibrare e mantenere la postura. L’allenamento viene effettuato con EPTE® Inertial Concept con esercizi e movimenti pensati ed orientati a questo scopo. In questo modo Yvette potrà, in futuro, evitare perdite di equilibrio o cadute. “Raccomando di fare sport per mantenersi agili ed essere persona indipendenti”.

Esercizio terapeutico in Fisioterapia

Jose Casaña Granell, fisioterapista e laureato in Scienze Motorie, che attualmente lavora come professore nella Facoltà di Fisioterapia di Valencia, ci parla dell’esercizio preventivo. Questo tipo di esercizio, come indica il nome, aiuta il soggetto a “prevenire alterazioni che abbiano ripercussioni sulle funzioni e sulla salute”.

Ad esempio le persone anziane sono più propense che le giovani a cadere, a causa del processo dovuto alla sarcopenia. “Patologia che si identifica con una perdita di massa muscolare e forza a partire dai 50 anni“, osservabile soprattutto nelle estremità inferiori. Questa situazione comporta un incremento potenziale del rischio di cadere, oltre ad una diminuzione della funzionalità giornaliera (salire e scendere le scale, alzarsi dal letto, dalla sedia o camminare per strada).

L’esercizio di rinforzo sarebbe un metodo preventivo adeguato e in grado di trarre benefici.

“Se parliamo di competenze, questo tipo di interventi “sanitari” sono esclusiva dei Fisioterapisti, lasciando ai laureati in Scienze Motorie e dello Sport quegli interventi che non sono dovuti a patologie”.

Fisioterapia e Sclerosi Multipla:

Tra i benefici dell’esercizio terapeutico, esiste l’evidenza che “lo svolgimento di un programma di esercizio fisico per cinque giorni alla settimana per un mese, produce miglioramenti nella forza muscolari e la mobilità dei pazienti anziani e con sclerosi multipla senza produrre peggioramenti gravi della sintomatologia”. Con questi esercizi si favorisce la crescita muscolare e i cambi sostanziali nella funzione neuromuscolare. Inoltre, si contrastano gli effetti negativi della sarcopenia.

Fisioterapia e macchinari isoinerziali

Una delle modalità per migliorare la forza che attualmente si utilizzano con le persone anziane sono i macchinari isoinerziali. “Questo tipo di allenamento, quando prescritto da un fisioterapista con le giuste conoscenze per la programmazione e quantificazione dell’esercizio fisico terapeutico, può fornire benefici per molte patologie cronico-degenerative, che sono attualmente le più comuni in persone di età avanzate”. Spiega il Dr. José Casaña.

 

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