Dietro ogni atleta c’è un fisioterapista olimpico che forma parte di un team completo (atleta, allenatore, entourage..). Il suo ruolo è estremamente importante per il successo dello sportivo. Nei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro abbiamo potuto apprezzare il riconoscimento dei fisioterapisti da parte degli atleti. Il fisioterapista lavora sia nel trattamento di lesioni che nella prevenzione e nel lavoro di riabilitazione.

Fisioterapisti da Oro Olimpico

team-nuoto-rio-2016Un omaggio all’importanza dei fisioterapisti per gli atleti, è stato dato dal nuotatore olimpico Filippo Magnini sul suo profilo Instagram. Nella foto, vengono ritratti due dei fisioterapisti della Federazione Italiana Nuoto, Emilio Farnetani e Stefano Almirante. “Grazie ai #fisio di tutti gli sport per aiutare noi atleti ogni giorno! Gli sportivi capiranno!” scrive Magnini.

Il professionista Farnetani è apparso in numerose foto con Magnini e la compagna Pellegrini, entrambi atleti olimpici, che l’avevano definito il loro “angioletto” ed in una copertina di Sport Week dal titolo “Noi siamo un team”.

Lo stesso team di professionisti di cui fanno parte Emilio Farnetani e Stefano Almirante si occupa della saluta fisica di altri due atleti che hanno regalato al nostro Bel Paese un oro ed un bronzo, Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti.

E tra i grandi che hanno immortalato in una fotografia il loro “fisiotime” troviamo anche la tuffatrice Tania Cagnotto, vincitrice di un argento ed un bronzo a Rio 2016.

Tuffatrice Tania Cagnotto e fisioterapsta Ernesto Vincenti

Nel dietro le quinte del “fisiotime” di Tania Cagnotto c’era Ernesto Vincenti, fisioterapista della Nazionale Italiana di Tuffi che in un”intervista ha dichiarato così la sua emozione: “Questo è stato un anno particolare; ho vissuto più con Tania, Francesca, Maicol e Noemi che con la mia famiglia. Siamo arrivati a Rio perfetti, senza alcun problema fisico! Mi sono trovato nel sogno della mia vita professionale! Partecipare ad un olimpiade come fisioterapista… Ci sono… Sì ci sono! Grazie a Giorgio Cagnotto ho vissuto questa esperienza meravigliosa! È faticosa ma ti senti appagato, perché il tuo atleta sta bene, il tuo lavoro l’hai fatto. Adesso tocca a lui. Poi quando si vince… beh, allora piangi di gioia perché lì c’è anche il tuo lavoro! Tania e Francesca: grazie!“.

È importante sottolineare come il lavoro di un fisioterapista olimpico non si limiti al trattamento di lesioni; il professionista deve conoscere bene l’atleta, componente fondamentale affinché lo possa aiutare a conseguire i proprio obiettivi.

Eccovi una fantastica riflessione del fisioterapista Gianluca Italiano nel suo blog:

“Cosa deve fare il FISIOTERAPISTA? Tornare a lavorare CON le persone e non SULLE persone.

Pensate ad una persona come ad una macchina, in cui la carrozzeria sono le ossa, il motore sono i muscoli e il conducente è il cervello. Posso manipolare la carrozzeria. Oppure mettere un ago al motore. Se lavoro con il conducente però l’effetto è garantito.

Impariamo a conoscere chi abbiamo di fronte, la sua storia, le sue esperienze passate e le sue paure. Così possiamo avere un effetto positivo. Sempre di placebo si tratta, ma di quello giusto. Un effetto placebo che lo aiuterà a superare i suoi limiti, invece di aiutare noi a riempire lo studio.”

Atleti olimpici ed i loro fisioterapisti olimpici

I fisioterapisti olimpici accompagnano gli atleti nel corso di tutto l’anno. Evidenziamo in questo articolo alcuni esempi dell’importanza della presenza e del lavoro del fisioterapista, così come degli altri professionisti (medici, allenatori..). Si tratta infatti di una figura fondamentale per tutti gli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi rappresentando il Tricolore, che abbiano ottenuto una delle 28 medaglie che si è aggiudicata la rappresentanza italiana o meno, sono tutti degni di riconoscimento.

staff olimpico atleta fisioterapistaCome si legge in un posto sul sito Spine-center.it:

“Un ruolo altrettanto importante hanno i professionisti che ruotano attorno all’atleta e le cui decisioni sono determinanti nel ridurre al minimo i fattori di rischio infortunistico. Conoscere meglio il fenomeno può logicamente aiutare meglio a orientare le azioni preventive. Un’efficacia prevenzione passa attraverso una stretta collaborazione tra le figure che lavorano nello staff.”

Fisioterapisti Olimpici da medaglia

Il fisioterapista della Federazione Italiana di Canottaggio Antonio Guglietta ha commentato sui social le imprese dei suoi ragazzi. Qui sotto lo vediamo in una foto con la squadra vincitrice del bronzo nel canottaggio 4 senza, gli atleti Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Domenico Montrone.

L’Italia si è aggiudicata 4 medaglie nella scherma, l’oro di Daniele Garozzo e tre argenti, anche grazie ai fisioterapisti Ufficiali della Nazionale Italiana di Scherma, Alessandro Pesce e Stefano Vandini.

Aldo Montano, vincitore dell’oro individuale alle Olimpiadi di Atene del 2004, ha ringraziato pubblicamente il team che l’ha seguito, tra cui il fisioterapista Alessandro Pesce, che l’ha aiutato a rimettersi in piedi dopo un’operazione e a gareggiare a Rio 2016 anche se non con i risultati sperati.

Finisce così e fa male … Un’operazione a 4 mesi dall’ Olimpiade e so io quanto è stata dura rimettersi in piedi e lottare contro il tempo e contro se stessi… Una strada difficile ed in salita più di quanto mi sarei aspettato… Non mi sono mai perso d’animo e ho lottato mettendoci anima e cuore… Volevo regalarmi un sogno ma non ce l’ho fatta… Volevo regalarlo a me stesso, a tutti quelli che hanno lottato con me ogni giorno e all’ Italia. Volevo regalarlo anche chi, nei “palazzi”, nei mesi che hanno preceduto quest’ Olimpiade, ha finto di dimenticarsi tante cose, perché è stato più facile così… Avrei tanti sassolini da togliermi, non ultimo un arbitro che platealmente mi ha negato due stoccate… La potenza della Russia è innegabile, ma anche qui esistono due pesi e due misure e nemmeno il Cio ha avuto il coraggio di prendere posizioni nette sulla faccenda doping. Malgrado tutto torno in Italia triste ma sereno perché ho dato il massimo e con me tutti quelli che hanno lottato per portarmi a Rio. Non avremo il rimorso di non averci creduto fino alla fine … Questa è l’unica cosa che mi rende sereno… Questo, insieme ad aver visto sbocciare tanti giovani campioni che spero capiscano che non finisce tutto con una medaglia … Quello è solo un inizio … Un ottimo inzio !!! Ringrazio di cuore la mia famiglia, Holly, gli amici, i miei collaboratori, le fiamme azzurre polizia penitenziaria, il ct Giovanni Sirovich,i compagni, lo sparring partner Luigi Miracco, il preparatore atletico Vincenzo Figuccio, il fisioterapista Alessandro Pesce, il professor Di Giacomo e tutto lo staff medico … È stato bello lottare insieme !!! Grazie di tutto ! Un abbraccio. Aldo #altetigolden #olympicgames #rio2016

Una foto pubblicata da Aldo Montano (@aldomontano) in data:

Propio Pesce, in un’intervista per la sezione sportiva de “il Messaggero” rispondeva così ad alcune domande:

Lei svolge un ruolo fondamentale, ci racconta come si prepara un atleta prima e dopo la gara?

«Non so se sia fondamentale, però credo che possa aiutare l’atleta in maniera considerevole, sia prima che durante la competizione e dal punto di vista fisico che mentale. Molto spesso, infatti, l’atleta prima della competizione è molto teso ed ha bisogno di essere rassicurato sotto tutti i punti di vista. È molto importante capire l’atleta nel momento pre gara, in modo di poter dare quegli input per il raggiungimento dell’obiettivo finale».

Qual è il momento più importante?

«Secondo me non esiste un unico momento, ce ne sono almeno due. Il primo è seguire e capire l’atleta durante l’allenamento, risolvere i suoi problemi e aiutarlo a lavorare sullo sforzo, quando è in fatica. Il secondo è durante la gara quando iniziano ad affiorare i primi “problemi” fisici, i primi affaticamenti; è lì che l’atleta va supportato e stimolato a superare i propri limiti che molto spesso sono anche mentali oltre che fisici, sopratutto negli sport individuali».

Fisioterapista Olimpico: ringraziamento degli atleti

Anche il fisioterapista Maurizio Odorizzi, al seguito del maratoneta olimpico Ruggero Pertile, ha ricevuto un ringraziamento dalla moglie dell’atleta mentre parlava della preparazione del marito prima di Rio 2016:

«L’ho sentito carico e anche più tranquillo che in altre occasioni. Sicuramente avere corso una trentina di maratone aiuta in questo senso. Nelle ultime settimane, grazie all’aiuto del fisioterapista Maurizio Odorizzi, che è venuto a trattarlo anche a casa, ha sistemato qualche piccolo problema che può sorgere visto il carico di chilometri affrontato in una lunga preparazione. Adesso però non è più il tempo di pensare a questo, bisogna solo correre».

filippo-mechelli-fisioterapista-olimpiadiIl lavoro del fisioterapista olimpico è di vitale importanza e riceve un crescente riconoscimento anche da parte del pubblico delle competizioni. Ogni atleta è un mondo, l’obiettivo finale è ottimizzare i risultati e gran parte del lavoro si concentra nella prevenzione e riabilitazione. Il fisioterapista Filippo Mechelli, convocato per far parte dello staff del Comitato Olimpico ha detto al “Resto del Carlino”:

«Trattare un atleta olimpico è un onore e un privilegio, come i paziente di tutti i giorni. Da un punto di vista deontologico e professionale non esiste alcuna differenza. Ma con un atleta alle Olimpiadi c’è una enorme responsabilità, visto che la partecipazione a queste competizioni è il frutto di anni di allenamento e sacrifici, che vede nella gara la realizzazione di un sogno».

Il lavoro dell’atleta e del fisioterapista olimpico riceve una grande visibilità durante le Olimpiadi. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg di un lavoro che dura anni e anni.

Congresso Internazionale Fisioterapia, Sport e Giochi Olimpici

Proprio nella figura del fisioterapista dello sport e, in generale nella celebrazione della competizione di alto livello, come i Giochi Olimpici, si basa il 1° Congresso Internazionale di Fisioterapia dello Sport e Giochi Olimpici (CIFDE), congresso internazionale celebrato online.

Numerosi fisioterapisti olimpici ci parlano del lavoro di prevenzione, trattamento e principalmente riabilitazione dell’atleta e del suo gesto sportivo, per prevenire la comparsa o la ricomparsa della lesione. Insieme all’allenatore e al resto del team al seguito dello sportivo, il ruolo del fisioterapista olimpico risulta fondamentale.

Anche EPTE® è presente nel congresso di Fisioterapia dello Sport e Giochi Olimpici con la relazione “Una nuova prospettiva nell’approccio alla patologia del sistema aquilleo-plantare: elettrolisi percutanea terapeutica e allenamento isoinerziale” realizzata dal Dr. Sebastián Truyols, con la partecipazione di Javier Herraiz (fisioterapista, coordinatore della docenza e ricerca di EPTE®) e Álvaro Fernández Rolle (podologo e fisioterapista). È possibile consultare il contenuto della relazione a questo link.

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