La sindrome da rientro colpisce quasi tutti quando si torna alla routine dopo le vacanze. Finiscono le giornate di relax e bisogna riprendere a lavorare e tornare alla vita attiva con orari, compiti ed obblighi. Il cambio può provocare tristezza, irritabilità ed addirittura ansia e stress fino a che non ci si adatta nuovamente. Vi lasciamo una serie di consigli affinché la sindrome post-vacanze passi senza notarla.

vacanze sindrome da rientro

La sindrome da rientro non è classificata come malattia, ma moltissime persone ne soffrono quando tornano dalle vacanze. Non solo è un problema reale, ma è addirittura possibile trovare una spiegazione scientifica a questa condizione: lo stress da rientro ha a che vedere con la produzione di ormoni da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi. Queste strutture anatomiche a loro volta stimolano i surreni, delle piccole ghiandole che si trovano sopra i reni, che producono e mettono in circolo adrenalina e cortisone, veri e propri “ormoni dello stress”.
Secondo uno studio spagnolo, a soffrire maggiormente della sindrome da rientro sarebbero i giovani adulti tra i 25 ed i 40 anni e chi svolge un lavoro intellettuale più che fisico, oltre il 31% dei lavoratori.

La sindrome da rientro viene definita come il processo di adattamento che è necessario quando riprendiamo la nostra vita abituale. Tristezza, irritabilità, apatia, sbalzi di umore, mal di testa, insonnia, ansia e stress, sono alcuni dei sintomi fisici ed emotivi di questa sindrome. La sindrome da rientro dura dai 2 ai 10 giorni, il tempo che ci vuole a riabituarsi alla routine e ad accettare che le vacanze sono finite.

Consigli per non cadere nella sindrome da rientro

 

sindrome post vacanze da 2 a 10 giorni

Affinché la sindrome post-vacanze non ci abbatta, o lo faccia il minimo possibile, è necessario cominciare da una buona pianificazione delle vacanze e del rientro. Gli esperti raccomandano mantenere gli orari di sonno e pasti che si è soliti rispettare durante l’anno e mantenere gli hobby che si possono aver intrapreso durante le vacanze il più a lungo possibile. Inoltre, sarebbe meglio suddividere le vacanze in due periodi così che non diventino troppo lunghe e tornare acasa qualche giorno prima di rientrare a lavoro.

Una volta ripresa l’attività lavorativa, è consigliabile:

  1. Ritorno alla routine progressiva. Si tratta di iniziare a lavorare poco a poco, pianificare i compiti e gli obiettivi per non sentirci sopraffatti e fare pause per mangiare. Se possibile, si raccomanda di tornare al lavoro a metà settimana, per avere la sensazione che la prima settimana sia più corta. Inoltre, si consiglia di fare cose piacevoli una volta usciti da lavoro e nel fine settimana per rilassarsi.
  2. Riposare. Per evitare di accumulare stanchezza fin dai primi giorni del rientro, è necessario dormire almeno 8 ore al giorno. Così si potrà combattere più facilmente anche l’insonnia. Un buon metodo per conciliare il sonno è quello di praticare esercizi di rilassamento che ci aiuteranno a liberarci dalle tensioni.
  3. Non portarsi il lavoro a casa. I primi giorni dopo il rientro è particolarmente importante staccare la spina quando si esce dal luogo di lavoro. Come già citato, può essere d’aiuto cercare attività diverse per approfittare del tempo libero dopo una giornata di lavoro.
  4. sindrome da rientro come combatterloPraticare sport. Lo sport stimola le endorfine, rinforza il corpo e libera la mente. Inoltre, anche se l’estate sta giungendo al termine, il bel tempo durerà ancora qualche tempo ed è consigliabile scegliere sport acquatici, come il nuoto in spiaggia o in piscina.
  5. Atteggiamento positivo. Sia che si abbia avuto tempo per riposarsi durante le ferie, sia che si sia sfruttato al massimo ogni momento, è necessario affrontare il rientro con energia positiva. Concentrarsi sulle cose buone che ci può portare il nuovo “anno scolastico” dentro e fuori dal luogo di lavoro.

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