L’elettrolisi percutanea terapeutica è un trattamento che si è dimostrato efficace per le lesioni tendinose e del tessuto blando grazie all’effetto dell’applicazione di corrente galvanica nel tessuto danneggiato. Nel caso di EPTE® elettrolisi percutanea terapeutica si applica un’intensità di trattamento in microAmpere (un milionesimo di Ampere). La scelta di una bassa intensità (microAmpere invece di miliAmpere) è una questione di sicurezza.

La quantità di materia scomposta nelle sue sostanze basiche (elettrolisi) è proporzionale alla carica elettrica e pertanto proporzionale all’intensità e al tempo, secondo quanto ci indica la prima legge di Faraday sull’elettrolisi, basata sulle ricerche sull’elettro-chimica pubblicate nel 1834 e a tuttora accettate dall’intera comunità scientifica. In questo articolo troverete un’esaustiva spiegazione nella relazione tra l’intensità/tempo ed i fattori di sicurezza della sua applicazione.

Relazione tra intensità/tempo e i fattori di sicurezza

L’intensità ed il tempo di trattamento nell’elettrolisi determinano la CARICA ELETTRICA applicata al tessuto. Questa carica elettrica si misura in coulomb. Si stabilisce, dunque, la seguente formula:

Q = I x t (intensità (A) per tempo (Sg)).

L’elettrolisi si produce quando si applica una corrente continua (galvanica) attraverso un paio di elettrodi collegati ad una fonte di energia elettrica attraverso una dissoluzione o elettrolito. L’elettrodo collegato al polo positivo è chiamato anodo e quello collegato al negativo è il catodo. La corrente elettrica continua passa dal polo negativo e positivo attraverso un elettrolito. Nel caso dell’elettrolisi applicata con scopi terapeutici, il paziente (o per meglio dire, i suoi diversi tessuti) è l’elettrolito.

L’utilizzo della corrente elettrica con fini terapeutici implica sempre un rischio per il paziente, dal momento che potrebbe causare diversi danni (in casi estremi, addirittura la morte per elettrocuzione). Il fatto che si possano produrre danni più o meno gravi, dipende da diversi fattori, come le caratteristiche fisiologiche dell’essere umano che viene trattato, l’ambiente (umido, secco, ecc..) e le caratteristiche della corrente elettrica: continua, alternata, a frequenza e soprattutto l’intensità della corrente che dovrà circolare nel corpo e la durata di questo passaggio.

Per ottenere la carica elettrica terapeutica esistono due opzioni sul mercato:

  • Generare una bassa corrente elettrica per un periodo di tempo più lungo
  • Generare alta intensità elettrica per un periodo di tempo corto

In entrambi i casi si ottiene la stessa carica elettrica (come è possibile vedere nella seguente immagine) che secondo la prima legge di Faraday è il fattore determinante per il calcolo della quantità di elettrolisi.

intensità carica elettrolisi

Stessa carica elettrica con due intensità distinte

Si ottiene la stessa elettrolisi sia che si generi una corrente di 2mA (2000µA) per 10 secondi che se si genera una corrente di 0.2 mA (200µA) per 100 secondi.

Oltre al fatto che si ottiene la stessa carica elettrica con entrambe le impostazioni, il fatto di lavorare con alta intensità ha vari fattori negativi rispetto alle correnti più basse:

  1. Maggiore sensazione di dolore durante la terapia dovuta al fatto che la corrente ha una maggiore intensità. La densità di corrente è il quoziente tra la corrente e la superficie dell’elettrodo dell’applicazione. Nel caso dell’elettrodo negativo (catodo), la superficie è molto ridotta ed aumenta, dunque, la densità della corrente.
  1. Maggiori rischi di soffrire di effetti secondari indesiderati.

Intensità e sicurezza: norma relativa agli effetti della corrente sull’uomo

Se prendiamo come riferimento alcune delle Normative sugli “Effetti della corrente elettrica attraverso il corpo umano” troviamo dettagli sulla possibilità che avvengano alterazioni della pelle a causa della corrente continua (galvanica), a seconda della densità di corrente che circola in un’area determinata (mA/mm2) ed il tempo di esposizione alla corrente.

Effetto sulla pelle passaggio corrente

Effetto del passaggio della corrente sulla pelle, a seconda di densità / tempo

Immagine estratta dalla Guida delle Pratica Corretta NTP 400: Corrente elettrica, effetti per l’attraversamento del corso umano. Ministero del Lavoro e Temi Sociali (Spagna).

È possibile distinguere diverse zone, a seconda delle alterazioni che presenti la pelle:

  • Zona 0: senza alterazioni.
  • Zona 1: arrossamento e gonfiore ai bordi dell’elettrodo.
  • Zona 2: colorazione marrone nella zona dell’elettrodo che si protrae per diverse decine di secondi, gonfiore intorno all’elettrodo.
  • Zona 3: può produrre carbonizzazione.
IN QUESTA IMMAGINE È POSSIBILE OSSERVARE E CONCLUDERE CHE LA DENSITÀ DI CORRENTE È IL FATTORE CHE POSSIEDE MAGGIOR PESO in caso di situazione avversa (pericolosità nell’applicazione della tecnica). Il tempo di esposizione ha molto meno peso di fronte ad una situazione avversa.

Intensità e sicurezza: esempio dimostrativo

Come esempio dimostrativo, prenderemo due valori di densità di corrente e tempo di esposizione che ci diano la stessa carica elettrica ed è possibile osservare come il livello di pericolosità per l’alta intensità sia maggiore che in caso di bassa intensità di corrente:

Mostra 1:    20 mA/mm2    10 secondi    Q(1mm2)= 200 mC

Mostra 2:    05 mA/mm2    40 secondi    Q(1mm2)= 200 mC

Carica elettrica nell'elettrolisi

Diversa intensità e stessa carica elettrica finale

Intensità raggiunta in modo graduale

In ultima istanza, sia lavorando con basse che con alte correnti elettriche il livello di corrente terapeutico si deve raggiungere in modo graduale così come indica la Norma UNE 60601-2-10 sui dispositivi elettromedicali.
Il dispositivo EPTE®, che dispone del Marchio CE per Dispositivi Medici, possiede un sistema di doppia rampa per raggiungere la corrente massima del trattamento. Questa entrata graduale incide inoltre sulla soglia di dolore del paziente e permette un adeguamento progressivo al passaggio della corrente (dal momento che è progressivo, l’adattamento è graduale), oltre a poter conoscere il punto in cui il paziente prova dolore. Nel caso in cui il paziente sia ipersensibile e la sua soglia del dolore si trovi al di sotto dell’intensità del trattamento, è possibile applicare l’elettrolisi percutanea ricercando la stessa carica elettrica, lo stesso Q, variando il parametro Tempo.

Intensità e sicurezza. Riferimenti:

  • Direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici
  • ISO 14.971:2009. Medical Devices – Application of risk management to medical devices ISO 14971:2007.

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