Il paddle tennis è diventato sempre più di moda negli ultimi anni ed ha permesso a molte persone di ricominciare a praticare sport in modo più assiduo. Entrato in auge prima in Spagna, l’Italia è il secondo Paese con maggiori appassionati in tutta Europa, ad oggi si calcolano 300 campi ed oltre 10.000 giocatori. Si tratta di uno sport che “crea dipendenza” perché è divertente e non richiede una forma fisica eccessivamente allenata.
Con il numero di appassionati a questo sport cresce, però, anche il numero di lesioni derivate dalla pratica del paddle. Dal momento che è relativamente facile iniziare a giocare, sono molte le persone che iniziano senza prepararsi adeguatamente o senza prestare la giusta attenzione. Vi indichiamo una lista delle lesioni più frequenti tra i praticanti ed alcuni consigli riguardo come evitarle.

Epicondilite o gomito del tennista

Una delle lesioni più frequenti, nel paddle così come nel tennis, è la tendinite (tendinosi) dell’epicondilo, tendine che si trova nel gomito. I gesti ripetitivi del paddle (colpo di racchetta) possono sottoporre i muscoli dell’avambraccio ad uno stress eccessivo. Il movimento di flessione e rotazione che accompagna il colpo (dritto o rovescio), favorisce l’apparizione di questo tipo di lesioni. Si manifesta con un dolore della parte esterna del gomito. Questa lesione è conosciuta con il nome di “gomito del tennista” ed è comune anche tra i giocatori di golf.
Sempre nel braccio, un’altra lesione che potrebbe insorgere e che si associa alla pratica del paddle, è la sindrome del tunnel carpale.

Spalla e cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è formata dai muscoli extrarotatori sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo e dal muscolo intrarotatore sottoscapolare. La tendinite si manifesta sottoforma di un dolore acuto e potrebbe derivare in una rottura.
Un altro tipo di fastidio provocato dalla pratica del paddle può essere la borsite; il dolore si manifesta quando si alza il braccio e si ruota l’articolazione dell’omero. Un forte dolore che impedisce di realizzare movimenti nella zona affetta è uno dei sintomi avvertiti dai giocatori di paddle che stanno soffrendo una tendinopatia della cuffia dei rotatori.

Altri tipi di lesioni del paddle:

  • Strappi alla caviglia o al ginocchio.
  • Lesioni muscolari degli ischio-crurali o dei polpacci.
  • Problemi alla schiena. Nel paddle la zona lombare si muove in tutte le direzioni, con il rischio di provocare lombalgie.
  • Tendine d’Achille. Lesione abituale tra gli individui che non praticano sport abitualmente ed iniziano a giocare frequentemente. Può essere causata anche da un cambio di calzatura o alla superficie di gioco non del tutto adeguata. Sintomi: dolore nella zona di inserzione del calcagno.
  • Tendinite rotulea nel paddle: tipica di sport che richiedono flessione ed estensione. Può generarsi anche per cause meccaniche, come colpi.
  • Fascite plantare. La scelta della scarpa, in questo caso, ha un ruolo fondamentale per evitare questo tipo di fastidi.

Gioco a paddle: il profilo del lesionato

Il profilo del lesionato “medio” nel paddle è un uomo che ha superato la soglia dei 50 anni, che gioca da oltre 1 anno partite che durano più di 2 ore. Si tratta dunque di una persona che con ogni probabilità non ha praticato sport per un periodo prolungato, salvo poi trovare nel paddle un’attività che gli piace ed iniziare a praticarla con assiduità ed intensità.

Prevenzione di lesioni nel paddle

Per evitare le lesioni tipiche del paddle, si consiglia di fare riscaldamento prima di giocare e stretching dopo la partita, oltre a seguire un buon programma di allenamento che contribuisca a correggere i gesti che potrebbero degenerare in una lesione. Esercizi complementari che possono aiutare il giocatore di padel sono lo squat, il ciclismo o il nuoto.

Nel caso si generi una lesione tendinea giocando a paddle è importante affidarsi alle cure di un professionista per mitigare il dolore, recuperare la mobilità e tornare a giocare. Una delle tecniche più avanzate per il trattamento delle lesioni dei tendini è l’elettrolisi percutanea terapeutica. Il dispositivo EPTE®, che utilizzano già centinaia di professionisti in tutto il mondo. Permette infatti un trattamento praticamente indolore ed un’alta tassa di esito di recupero.

 

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